Autori di giochi – Diego Manna mette in… gioco la sua Trieste

Scrittore dialettale triestino, l’autore arriva a GameCom per presentare “Barkolana” e “Frico”, due giochi autoprodotti con il marchio Monon Behavior dove tradizioni locali e campanilismo fanno ironicamente da padroni

Triestino, classe ’79, dopo la laurea in biologia Diego Manna decide di applicare metodo e linguaggio scientifico anche allo studio delle peculiarità della sua città pubblicando la divertente trilogia di libri Monon Behavior (2008-2010), nome che poi diventerà il marchio di tutti i progetti legati alle sue attività.

Dalla sua passione per i viaggi in bici nascono poi le tre ciclomaldobrie in dialetto triestino, Zinque bici, do veci e una galina con do teste (2012), Polska... rivemo! (2013 - vincitore del secondo premio nazionale per la letteratura dialettale), impreziositi dal tocco artistico di Michele Zazzara, e Zinque bici e un amaro Montenegro (2015). Nel 2016 arriva il momento di passare alla lingua italiana, con L'osmiza sul mare, vincitore del premio speciale “Maestro Nicola Nania” al concorso letterario “Un libro nel borgo” a Sellia e del premio speciale di giuria al Premio Letterario Internazionale Città di Murex di Firenze.

L'animo giocoso trova sfogo nei giochi Frico (2014), gioco culturale di campanilismo ironico tra Trieste e Udine e Barkolana (2017), gioco ufficiale della cinquantesima Barcolana, entrambi realizzati assieme a Erika Ronchin.

Barkolana è un gioco che si caratterizza per l'immediatezza del regolamento, evoluzione del classico gioco dell'oca. Sul percorso, che ricalca quello della regata più affollata del mondo, troveremo tuttavia disseminate diverse prove di stampo marinaresco che coinvolgeranno i giocatori in divertenti siparietti, il cui superamento farà guadagnare dei bori, unità di misura triestina della moneta (non poteva essere altrimenti, nella città della bora...). A fine turno, questi potranno venir spesi per eventuali compravendite nella bottega velica, che offre diversi optional per potenziare la proprie barche, tra cui vele, motori e ventilatori, bottiglie di vino per confondere gli avversari, scafi corazzati per proteggersi dalle insidie del percorso, gps per ottimizzare la propria andatura fino a veri e propri cannoni per rendere la propria marcia ancora più trionfale. Non manca, infine, l'aspetto tecnico vero e proprio, visto che a ogni turno le condizioni del vento cambieranno, favorendo chi avrà montato la vela giusta. Si gioca da due a sei giocatori.

Frico è un gioco di guerra culturale che vuole trattare con ironia la scherzosa diatriba campanilistica che spesso contrappone le città di Udine e Trieste. Il confronto bellico-umoristico avviene a colpi di tradizioni ed elementi culturali caratteristici delle due città, sullo sfondo dello scenario regionale. I territori da conquistare sono dunque da una parte i comuni friulani, dall’altra i rioni triestini, da Tolmezzo a Servola, separati dalla Bisiacheria, zona cuscinetto neutrale. Ciascun giocatore, sei al massimo, può quindi usufruire nell’arco del gioco di carte triestine o di quelle friulane, quaranta per ciascun mazzo, ognuna raffigurante un elemento caratteristico della tradizione locale. Per fare qualche esempio, tra le carte triestine c’è l’Omo Vespa, il tran de Opcina, la Barcolana, Gigi Pirola e la galina con do teste, mentre tra le carte friulane troviamo il cjalcjut, Florean e Venturin, il frico, el plevan di Malborghet e il Friuli Doc. Tutte queste carte, a seconda dell’elemento caratteristico rappresentato, danno dei bonus particolari e sempre scherzosi da utilizzare durante il gioco.